Ehilà, benritrovati.
Chi vuole vedere il mio servizio per La7 su Zdenek Zeman, lo trova qui.
Chi vuole scoprire cosa ho detto a RaiSat Gambero Rosso, può cliccare qui.
Chi vuole vedere la copertina del mio nuovo libro, in uscita martedì 22 aprile, può farlo qui.
Il post di oggi è dedicato al Trebbiano d'Abruzzo 2005 Emidio Pepe. Qualche settimana fa avevo raccontato la sfortunata esperienza avuta con un Montepulciano d'Abruzzo Pepe, di fatto imbevibile.
Quel post aveva provocato qualche polemica, perché Emidio Pepe è un nume tutelare dei vinoveristi, ai quali io stesso mi sento vicino (ne ho parlato anche a Gambero Rosso).
Ebbene, giovedì scorso ho aperto un Trebbiano d'Abruzzo 2005 Pepe alla Bottega del Vino di Castiglion Fiorentino (Arezzo). Per essere precisi, la bottiglia era la numero 10343 (nel mondo del vino bisogna essere precisi). E' stata una esperienza molto gratificante. Un Trebbiano maestoso (benché giovanissimo per le sue ambizioni), splendido giallo dorato, sapido e fresco, di grande mineralità. Elegante e complesso, originale e persistente, a un passo dall'armonia. Vibrante. Voto ****, pienamente meritati per una bottiglia che al ristorante costa attorno ai 20 euro.
Già che ci sono. Piccola delusione del periodo. Briccolero 2005 di Chionetti. Lo so, sto parlando del "Grande Vecchio" di Dogliani, espressione storica (e quasi sempre straordinaria) del Dolcetto. L'annata 2005 - non felicissima - mi è parsa però poco elegante e troppo acida. Forse andava aspettata, ma non andrei oltre i tre asterischi (***).
Di contro, bella "sorpresa" (si fa per dire, mi aspettavo molto), ieri sera ho aperto un Maioli 2005, il Dolcetto di Dogliani di Anna Maria Abbona, dai vigneti più vecchi dell'azienda (che opera a Farigliano, non esattamente un cru). L'ho trovato pienamente convincente, con freschezza e struttura, tannini "croccanti" (che vuol dire poco, ma rende l'idea) e giusta tensione gusto-olfattiva. Voto ****.
Uno dei Dolcetto migliori di Dogliani, con il Ca' Viola (qualunque esso sia, ma meglio ancora il Barturot) e la declinazione più succosa di Pecchenino.