Mercoledì sono stato ospite del Tg serale de La7 (grazie Caterina Bizzarri!).
Ieri ho partecipato per la seconda volta ad Anno Zero. In entrambi i casi ho parlato di Beppe Grillo e del mio ultimo libro.
La puntata del programma di Michele Santoro, dedicata pressoché interamente al V2-Day, è stata deturpata dagli scleri, dalla maleducazione e dalla violenza verbale di uno degli ospiti, Vittorio Sgarbi.
Queste le mie considerazioni.
"Dopo il mio intervento, e dopo alcuni filmati tratti dal V2-Day, Vittorio Sgarbi ha interamente rovinato la puntata di Anno Zero, offendendo con livore e infinita bassezza morale tutti coloro che provavano ad argomentare su Beppe Grillo: Marco Travaglio, Norma Rangeri, Michele Santoro, io stesso. Volutamente non inserisco le sue perle di saggezza in questo filmato (non avrete comunque problemi a trovarle su Youtube).
Con i toni consueti, Sgarbi ha dato dell'"idiota e criminale" a Grillo, del "testa di cazzo, faccia da tonto" a Travaglio, fornendo l'ennesimo penoso spettacolo della televisione italiana. Si è contraddetto, ha detto menzogne (ad esempio affermando che Il Giornale, su cui scrive, non prende contributi statali), ha intimato a Santoro di interrompere la puntata. Ha negato che Enzo Biagi sia stato cacciato dalla Rai.
La decisione di Travaglio e di Santoro è stata quella di non replicare ai suoi attacchi, di non mettersi al suo livello. Da parte mia, essendo ospite dello spazio di Beatrice Borromeo, "ruolo" che contempla un unico intervento nella trasmissione (quello che avete appena visto), non ho più partecipato al dibattito. E forse è stato un bene: non ho lo stesso aplomb di Marco.
In questa sede, mi preme sottolineare come Vittorio Sgarbi abbia "perfettamente" impersonato il livello medio dei detrattori di centrodestra di Grillo: persone che non hanno argomenti, e che per sopperire alla loro pochezza contenutistica, urlano e insultano.
Vittorio Sgarbi è uno delle tante creature generate da Maurizio Costanzo (immagino che oggi non lo rifarebbe). Non sa fare nulla, se non parlare d'arte, urlare e pettinarsi di continuo (male) il ciuffo. Chi volesse approfondire la sua conoscenza può cercare su Youtube i suoi "scontri" con Piero Ricca. Può riscoprire come ha denigrato la magistratura italiana. Può recuperare gli aurei dibattiti con Alessandro Cecchi Paone, Alessandra Mussolini, Mike Bongiorno.
Vittorio Sgarbi è un urlatore senza contenuti. Un instancabile distruttore dell'informazione italiana.
Uomini siffatti, per parafrasare Indro Montanelli, rappresentano al meglio il peggio degli italiani".
Parlando di cose serie, domani alle 16 sarò al Castello di Dolceacqua per la presentazione della nuova annata del Rossese. Sarò ospite di Paolo Massobrio e Marco Gatti. La rassegna si chiama I tesori della Riviera dei Fiori.
Martedì sono stato dal mio amico Marco Sensitivi alla Bottega del Vino di Castiglion Fiorentino. Eravamo in 4. Marco sta sperimentando alcuni vini biologici, veri, biodinamici, e le ultime due volte eravamo inciampati su alcuni rossi liguri ed etnei per nulla convincenti.
Martedì mi ha invece positivamente colpito un Rosso Piceno, il Vigna Burello 2002, decisamente appagante, fresco, buoni profumi e dall'ottimo rapporto qualità/prezzo (***+). Una conferma il Dolcetto d'Alba Bricco Bastia 2006 di Conterno Fantino (***++), che però conoscevo.
Poi Marco ci ha fatto un regalo. Ha aperto la mitica magnum personalizzata, che aveva da anni in bella mostra sul banco, di Syrah "base" D'Alessandro 2003. Nelle magnum il vino si affina in maniera migliore e, credetemi, la qualità era eccelsa (****). Se avessimo aspettato di più, l'avremmo trovato perfino più convincente.
Sono molto affezionato al "base" del Syrah D'Alessandro, che però ultimamente non mi aveva convinto (il 2005 era davvero privo di personalità). Ora D'Alessandro ha puntato su un nuovo enologo, il piemontese Vietti al posto di Stefano Chioccioli: attendo con fiducia l'annata 2006.