Martedì 22. Esce il nuovo libro su Grillo, che arriva anche nelle redazioni dei giornali. Il primo a chiamarmi è Daniele Luttazzi, mio caro amico: lo ha già letto, gli è piaciuta l'equidistanza, mi ringrazia per le molte citazioni. Dagospia mette in home page l'anticipazione pubblicata il giorno prima dalla Stampa. Il cellulare squilla di continuo, mi invitano radio, tv, convegni. Mai ricevute così tante telefonate.
Mercoledì 23. Parto per Milano. In mattinata mi intervista Radio Bologna, ci sono anche Beppe Lopez (La casta dei giornali), Peter Gomez (co-autore di molti libri con Marco Travaglio) e altri ospiti. Nel pomeriggio sono ospite - per la seconda volta in sei mesi: record! :) - di Condor su RadioDue, divertente trasmissione condotta da Luca Sofri e Matteo Bordone. Si parla del libro e, poiché entrambi sono degli amabili cazzari, della mia doppia coda quando mi sono sposato. In serata sono ospite de L'infedele di Gad Lerner, ho il solito look da "tarro" (Sofri chiama così i tamarri) ma appena appena più elegante. Si parla - ovviamente - di Grillo. Nel terzo stacco provo un'analisi artistica di Grillo, in studio c'è Maurizio Gasparri che ovviamente fraintende e annuisce. Vedere Gasparri che ti annuisce in tv non è accettabile, così nel quarto stacco lo incalzo ricordandogli l'incostituzionalità della Legge Gasparri e le sentenze (tra le tante) della Corte di Giustizia Europea che hanno ribadito come le frequenze di Rete4 siano in realtà di Europa7. Lui farfuglia qualcosa, non ribatte, dice "per me è una bella legge". Per me (e per altri) no. Finisce la trasmissione, saluto i grillisti e i colleghi, ringrazio Gad, vado in hotel e accendo il cellulare: 40 sms, quasi tutti sullo scazzo con Gasparri.

Giovedì 24. L'idea è quella di andare in Langa e rilassarmi, ma il cellulare squilla di continuo. Il giorno dopo c'è il V2-Day a Torino, che seguirò per La Stampa, e tutti sembrano volere il mio contributo. Mi chiama anche Telelombardia, che ha in mente un mio showdown contro l'ex postino di Hammamet (ora mi sfugge il nome), gli dico che mi va bene ma che lunedì - il giorno della diretta - sarò a Roma e non a Milano. Non mi richiamano. Il Riformista (che paragona Grillo alle Brigate Rosse: wow!), Il Foglio (ancora Camillo Langone: quest'uomo mi ama) e Il Giornale (ancora l'ex postino mechato di Hammamet: Dio non ci ama) citano il mio libro con toni tipo, "sì è scritto bene, ma i contenuti sono agiografici e apologetici". L'ex postino di Hammamet, nell'articolo, finge di dimenticare il mio nome, sbaglia volutamente il titolo del libro e lo definisce "imbarazzante, agiografico, compiaciuto, il libro più inutile pubblicato da Mondadori negli ultimi 20 anni": è una delle cose più belle che mi abbiano mai scritto. Forse però l'ex postino parlava di se stesso.
Ho tempo di fare uno splendido pranzo ad Alba dall'amico e collega Federico Ferrero, la madre ci fornisce un saggio di bravura gastronomica e irroriamo il tutto con un Pouilly-Fuissè (***+), un Barolo Brunate-Le Coste 2003 Rinaldi (****, e fra qualche anno sarà perfetto) e un Moscato Passito (vino vero) che meritava un ***++. Nel pomeriggio visitiamo la cantina di Giuseppe Rinaldi (un grande, in Elogio ne parlo a lungo), dove lavora il mitico padre di Federico, Marco. Degustazione, 3 vini e un libro regalato (grazie!), poi torno nell'agriturismo per cambiarmi (Cascina Amalia), mentre il cellulare squilla di continuo.
In serata corro a Torino, faccio appena in tempo per il collegamento con Controcorrente Skytg24, bella trasmissione di Corrado Formigli, in studio ci sono Stefano Cappellini (Riformista) che demolisce Grillo, Valentino Parlato (Manifesto) e Storace (Balilla) che si scornano sul 25 aprile. Nel primo stacco non mi funziona l'audio, nel secondo stacco faccio i miei interventi sapifi, attaccando Dell'Utri e il suo revisionismo, provando a contestualizzare Grillo, anticipando che i grillisti non voteranno Rutelli al ballottaggio (sì). Forse il mio intervento televisivo più riuscito dai tempi dello Zecchino d'Oro (non è vero che sono stato allo Zecchino d'Oro, ma la cosa fa ridere se la scrivi). Torno ad Alba, ceno con Ferrero - che mi ha trattato da Re -, beviamo un Nebbiolo 2006 Castello di Verduno (**++, giovane e con poca personalità, di pronta beva) e due bicchieri di Barolo Chinato di Teo Cappellano (****+, il miglior Barolo Chinato del mondo) e vado a letto stremato.

Venerdì 25. E' il giorno del V2-Day. Linda mi aspetta alle 15 a Torino. Faccio colazione a Cascina Amalia (paesaggio pazzesco) e la abbandono, le prossime due notti le passerò all'agriturismo Il gioco dell'Oca a Barolo (molto carino, personale cordialissimo). Alle 11 mi dovrei trovare con Ferrero, ma ci perdiamo entrambi (e lui abita ad Alba...) prima di beccarci nella rotonda a pochi passi da casa sua (un piccolo bijoux). Andiamo a Torino da Marco Giacosa e la sua compagna Silvia. Da lì, a piedi, in Piazza San Carlo. Proviamo a fare la fila per le firme, ma dopo 50 minuti desistiamo, è troppo lunga. La piazza si riempie in fretta, alle 15.30 - quando entra Grillo - è stipata. Incontro Sandro Ruotolo, Piero Ricca; Reality (La7) mi fa una lunga intervista su Grillo, che poi userà in maniera capziosa dando al servizio un taglio antipatizzante e scorretto che non condivido per niente. Prendo appunti, il V2-Day si rivela più quieto del primo, già capisco che i media proveranno a disinnescare Grillo non parlandone (infatti) e mandando in avanscoperta i soliti soloni di centrosinistra (ieri Eugenio Scalfari, oggi Francesco Merlo) e centrodestra (poveretti, l'unico che hanno da spendere è l'ex postino di Hammamet: sono alla canna del gas). Mi intercetta Al Jazeera - AL JAZEERA! - e mi intervista; se hanno sbagliato i sottotitoli, mettendomi in bocca cose tipo "Il Corano è discutibile", faccio la fine di Salman Rushdie. Me ne vado alle 20, poco dopo l'ottimo intervento di Marco Travaglio (un discorso che andrebbe insegnato nelle scuole).
Scrivo il pezzo-reportage per La Stampa, che uscirà il giorno dopo, da casa Giacosa. Alle 20.30 mi intervista in diretta La zanzara (Radio24), intervengo poco dopo il solito attacco di Cappellini (eddai), il collegamento viene bene. Cena frugale con Promis Camarcanda Gaja 2005 (**++, il Camarcanda che se la tira di meno, ma neanche questo mi convince appieno), viaggio di ritorno a Barolo (dopo avere accompagnato Ferrero), poi a letto. Stremati.
Sabato 26. Ci riposiamo? No. Alle 12.45 sono in diretta dal Tg di Skytg24, il problema è che io e Linda dobbiamo essere a Cologno Monzese. Arriviamo e scopriamo che Skytg24 trasmette da un container inserito all'interno del megastabile Sky. Prima di andare in onda dialogo al telefono per la 100esima volta con Luttazzi, una delle persone più corrette e acute che abbia mai conosciuto (e qualcuna l'ho conosciuta e la conosco). Il collegamento va bene, a Skytg24 sono giovani e cordiali, danno spazio alle tue idee. Certo, magari nel sottopancia potevano scrivere Andrea Scanzi e non Andrea Scanzani, ma non si può avere tutto.
Torniamo in Langa alle 15, e decidiamo di salutare il nume tutelare Flavio Roddolo. Carramba che sorpresa: arriviamo mentre due coppie che hanno letto il libro (Elogio) se ne stanno andando, e una coppia di Verona è appena arrivata. Flavio mi presenta, loro mi riconoscono e mi trattano da Salinger. Poi Flavio presenta Linda e la trattano da Madame Bovary (possibilmente con un epilogo diverso). L'ego va a mille (anche quello di Linda, che pure sarebbe una bimba a modo). Da Flavio passiamo 4 ore piacevolissime e discretamente alcoliche, lui è un grande e non è un caso che anche il nuovo libro lo abbia dedicato (anche) a lui. Facciamo ennesima scorta di vini (28 bottiglie, comprese 2 Magnum di Bricco Appiani), torniamo al Gioco dell'Oca e partiamo per la cena da Maurizio a Cravanzana. Gli albesi sono in ritardo - un loro must - cominciamo a cenare alle 22 e terminiamo dopo l'una. Gran cibo, gran vino. Partenza con un Dolcetto di Dogliani San Luigi 2006 (ora sì che si ragiona, Quinto: ***++), un Roero 2004 che non mi convince appieno perché troppo legnoso (**++), una degnissima Barbera di Scarpa 2001(***++), un ottimo Barbaresco di Gastaldi 2001 (****). Chiusura con il solito Chinato di Cappellano, visita liturgica alla Cappella Enoteca Robaldo (strepitosa) e a nanna. Stremati.
Domenica 27. Ci riposiamo? No. Dobbiamo essere alle 18 a Volta Mantovana per una presentazione di Elogio all'interno della Mostra dei Vini Passiti. Pranziamo dalle parti di Broni, la terra di Tiziano Sclavi, in uno slowfood celebre per l'oca, L'Osteria dei Pescatori a Portalbera (Pavia), voto 7-. Pasteggiamo con una onesta Bonarda (Cabella 2006) da vigne croatina vecchie di 35 anni (la Bonarda è un Lambrusco che non sa cosa fare da grande, la vita non te la cambia mai, al massimo è piacevole e senz'altro territoriale, quindi da difendere: per questo gli do ***). Arriviamo a Palazzo Gonzaga di Volta Mantovana (carina la cittadina, bellissimo il Palazzo) alle 17. Ci sono anche Barbara Brandoli e il compagno di Divinoscrivere.it. La presentazione va bene (spero...) anche se sono stanco morto e alla fine esaurisco le pile. Ricevo apprezzamenti e belle parole: siete davvero meravigliosi e questo libro (parlo di Elogio) non smette di stupirmi. Ci sono anche i coniugi Paltrinieri, gentilissimi, i loro Lambrusco di Sorbara (zona del Cristo) sono meritevoli - soprattutto l'Etichetta Bianca - e ne parlerò presto in dettaglio.
Al ritorno chiedo a Linda di guidare la mia Catherine Willows Diesel (traduco: è una Golf Diesel 2.0 nera), nel frattempo sfrucuglio il portatile per scoprire cosa ho fatto al Fantatennis di MyMag (incredibile, la mia Seppinuovomecir ha vinto il turno di Davis, sono arrivato terzo a Montecarlo e sono primo nella Classifica Generale: boh).
Torniamo a casa alle 23 abbondanti, in tempo per guardare il servizio su Grillo di Reality con i miei interventi (non mi è piaciuto). Andiamo a letto. Distrutti.
(Extented Version, Lunedì 28. Credo di potermi riposare un giorno, ma non è così. Mi intervistano nel pomeriggio Radio Decidere, l'emittente fondata da Daniele Capezzone, e in serata TeleRadioStereo. Nel pomeriggio sento ancora Luttazzi. Poi intervisto Maurizio Crozza, che conosco da quasi 10 anni. Quindi parlo con Marco Travaglio, stiamo al telefono per un po', sentivo l'esigenza primaria di ribadirgli la perfezione e la necessità del suo intervento. Guardatelo su youtube e imparatevelo a memoria: è uno dei momenti di giornalismo più alti degli ultimi anni. E lui, in privato, parla esattamente come in tv: quieto, quasi sacerdotale, ma con una fredda ferocia di contenuti - veri, non falsi come l'ex postino di Hammamet - che trovo meravigliosa.
Alle 22 riusciamo a cenare, pizza e Lambrusco Arte e Concerto Medici Ermete (ne ho parlato bene decine di volte, inutile ribadirne il voto).
Oggi è martedì e non so mica se mi riposo. Di sicuro andrò a correre.
Domani sera, mercoledì 30 aprile, parlerò del libro in diretta al Tg di La7 delle 20.
E mi sa che anche giovedì sarò in tv, di nuovo nel mio programma Rai preferito.
Stay Tuned.