
Foto di gruppo a casa Principiano
Forse è una fortuna che non viva in Langa. Se ci abitassi, peserei più di 100 chili e come minimo avrei problemi epatici.
Andare in Langa, come in Portogallo, è per me un (ri)fare ordine con me stesso.
Sabato scorso è stata la classica giornata perfetta. Sono andato con mia moglie, Linda, e due amici, Gabriele e Massimiliano (questi ultimi sono facilmente riconoscibili nelle foto perché hanno lo sguardo palesemente obnubilato dall’alcol). Giornata intensa: pranzo allo slowfood
Pomeriggio-pellegrinaggio dal grande Flavio Roddolo (una 16-18.30 che poteva protrarsi fino a tarda notte).

Il pellegrinaggio a Bricco Appiani da Flavio Roddolo
Quindi, merenda-cena (dalle 19 fino a notte inoltrata) da Ferdinando Principiano, l’enfant prodige di Monforte d’Alba, ex barolo boy (inteso come ex barolista ipermodernista) folgorato sulla via della non-barrique e del lievito indigeno. Oggi lavora in regime vinoverista, cerca la sua strada e la sua Barbera d’Alba
Alla tavolata di sabato da Principiano hanno partecipato Ferdinando stesso, la moglie spagnola (che buone, le sue tortillas!), il monumentale sosia di Kubrick Marco Giacosa (una delle persone più simpatiche e intelligenti che abbia mai conosciuto, ed era la prima volta che lo vedevo de visu) e il noto telecronista tennistico Federico Ferrero, la voce più ascoltabile di Eurosport (ancor più dopo le dimissioni del grande Antonio Costanzo).

Marco Kubrick Giacosa, Federico Ferrero, Massi, io e Gabriele
(Piccola digressione: per chi non è avvezzo al tennis, Ferrero è facilmente riconoscibile. No, non dalla erre moscia - che è in realtà un rotacismo sabaudo, se gli dite erre moscia si inalbera e scrive un post di 8 pagine sul suo blog Wildcard: quella è di default a Eurosport. Lo riconoscete perché il tennis, a Eurosport, lo fanno in tre. Tutti bravini, politicamente corretti, ligi al protocollo; l’opposto di Gianni Clerici e Rino Tommasi. Uno è ipercompetente ma ha un po' la sindrome del sotuttoio, tifa sempre per i più forti, ha l’allegrezza di Leonardo Manera e l'ugola carismatica di Tabacci: non è Ferrero. L’altro sembra essere il classico manager berlusconiano, incline a correre in soccorso del vincitore e rinverdire la favoletta nazionalpopolare de “il tennis italiano sta benissimo e chi non la pensa così è disfattista” - seeeh, buonanotte: neanche questo è Ferrero. Che a questo punto, per forza di cose e di esclusione, è il terzo. L’ho conosciuto dal vivo ed è la persona contorta, dotata - più di quanto creda - e intelligente che pensavo. Fine piccola digressione).

Tutto, sabato, è andato bene. Compresi i vini degustati, molti, che qui vado a segnalare e valutare.
Dolcetto d’Alba Bricco Bastia Conterno Fantino 2005 - ***++
Loro sono tra i maestri del Barolo monfortino (nonché aiutanti di Gigi Garanzini e compagna per il progetto Eresia). E' un Dolcetto territoriale, di carattere, intenso e di buona persistenza. Un Dolcetto davvero lungo, di razza. La parola giusta è: “preciso”. Commovente il rapporto qualità-prezzo (9 euro in enoteca).
Barbera d’Alba Brichet 2004 Ca’ Viola - ***++
Dolcetto d’Alba 2006 Cascina Amalia - **++
Uno dei vini prodotti nella Cascina nella quale abbiamo dormito. Non compaiono in nessuna guida. Paragonati alle molte aziende encomiabili di Langa, c’è molto da imparare, ma se li accostate ai classici “vini contadini”, vi rendete conto che il livello medio langarolo è comunque superiore. Di buona beva, pecca in profumi, persistenza e personalità. Ma ha un ottimo prezzo (6 euro)
Dolcetto d’Alba 2005 Flavio Roddolo - ***++
Dolcetto d’Alba Superiore 2005 Flavio Roddolo - ***+
Nebbiolo d’Alba 2004 Flavio Roddolo - ***++
Barolo Ravera 2003 Flavio Roddolo - ****
Langhe Rosso Bricco Appiani 2004 Flavio Roddolo - ****
La mia passione per i vini di Roddolo, terrosi e sanguigni, veri e di gran carattere, è nota. Nella mia ultima visita la sorpresa principale è stata, paradossalmente, il Dolcetto base 2005, che un anno dopo l’imbottigliamento si è presentato in forma smagliante, a conferma che i vini di Roddolo (come lui non manca mai di ripetere) vanno aspettati più degli altri. Discorso che vale ancor più per il Dolcetto Superiore
Barbera d’Alba Laura 2006 Ferdinando Principiano - ***
Langhe Nebbiolo Coste 2006 Ferdinando Principiano - ***
Barbera d’Alba
Barolo Boscareto 2003 – Ferdinando Principiano - ***+
Barolo Boscareto 1999, 1998, 1996 - **** , ***+, ***+
Barolo Cannubi 1999 Damilano - ***+
Ringrazio ancora Principiano per il trattamento regale e vi invito a provare i suoi vini. E’ interessante degustare le vecchie annate, nelle quali si faceva seguire da Beppe Caviola e aveva un’idea modernista del vino, per notare le differenze sostanziali rispetto alla produzione attuale. I vini base di adesso sono sanguigni, anzitutto succosi e polposi. Forse un po’ troppo concentrati, ma di lenta chiusura e sicuro equilibrio. Il vino che più mi ha convinto è decisamente
Verduno Pelaverga 2006 Fratelli Alessandria - **++
Il Verduno, da uve autoctone Pelaverga (piccolo), è il vino rosso “delle merende” langarole. Ha una produzione limitata al paese di Verduno e zone immediatamente limitrofe. Lo trovate solo lì. Fratelli Alessandria è uno degli interpreti più lodati. Un vino che mi sta molto simpatico e che, quando vado in Langa, almeno una volta “devo” provare per sentirmi uno del posto. Sarà però che era domenica ed eravamo stanchi, ma questo
Perdonate la lunghezza esondante di questo post, ma visto il trattamento e l’importanza dei soggetti in questione, era il minimo.
