Lo bevono tutti, ma nessuno lo apprezza fino in fondo.
Io non ho mai bevuto un Prosecco pienamente convincente. Piacevoli sì, ben fatti, ma tutti o quasi anonimi, poco caratterizzati.
L'altra sera ho provato un Prosecco di Valdobbiadene Brut La Gioiosa. Si trova in molti supermercati, costa poco meno di 10 euro. Lo riconoscete perché la bottiglia è particolare, si chiama Claxa, la parte inferiore ha una protezione fissa termica che dovrebbe garantire il mantenimento della bassa temperatura una volta estratta dal frigorifero. Un Prosecco con la solita nota caratteristica di pera, fruttato e floreale, fragrante, esile in struttura e con poca persistenza. Insomma, il "solito" Prosecco da happy hour (**++), non esattamente memorabile.
Mi chiedo, vi chiedo: sono tutti così i Prosecco? E' questa la loro cifra stilistica media? Sono tutti à la Carpenè Malvolti (linea base, il Dry Cuvée Ore è degnissimo)?
Credo di no. Aziende di Conegliano e Voldobbiadene come Althe'a, Adami, Andreola Orsola, Bellenda, Bellussi, Bianca Vigna (anche in versione ferma), Bisol & Figli, Bortolin, Bortolomiol, Sorelle Bronca, Canevel, Col Vetoraz, Conte Collalto, De Faveri, Il Colle, La Farra, La Tordera, Le Bertole, Le Colture, Le Vigne di Alice, Follador, Masottina, Merotto, Nino Franco, Ruggeri, Sanfeletto, Spagnol, Villa Sandi, e altre sembrano dimostrare il contrario.
Compitino per il futuro: approfondire le potenzialità (e la conoscenza) del Prosecco.
