Elogio dell'invecchiamento

Il blog ufficiale del libro "Elogio dell'invecchiamento" di Andrea Scanzi, edito da Mondadori.
giovedì, 15 maggio 2008

Cantine Paltrinieri (e altro)

07Stamani ho partecipato a Stella, il programma in fdiretta dal Teatro Parioli in Roma di Maurizio Costanzo, su SkyVivo (canale 109). Abbiamo parlato di Ve lo do io Beppe Grillo. E' stato molto gentile, lo ringrazio.
Sempre stamani, su La Stampa, Paolo Massobrio (che spesso parla di me nella sua lettera giornaliera di Golosaria) mi ha citato dicendo che, quando vuole rilassarsi, va per blog e uno dei primi che legge è il mio (quando mi ricordo di aggiornarlo). Lo ringrazio una volta di più, anche per avermi invitato due settimane fa al wine tasting della nuova annata di Rossese di Dolceacqua (lo so, ve ne devo parlare, prometto che lo farò). Paolo è in onda da alcune settimane su Alice (ogni venerdì sul canale 416 Sky) con il nuovo programma Pinzimonio, di cui sarò presto ospite. E' una delle persone che più stimo dell'ambiente enogastronomico.
Massobrio, nell'articolo di stamani, parlavo del Leclisse, un Super Lambrusco fatto con Sorbara in purezza, annata 2007, della Cantina Paltrinieri. I produttori - Alberto e Barbara - sono una coppia che ho conosciuto durante la presentazione a Volta Mantovana. Operano a Sorbara, nella zona (altamente vocata) del Cristo. Mi hanno fatto avere le loro tre tipologie, Etichetta Bianca (Sorbara in purezza), Etichetta Gialla (70% Sorbara e 30% salamino) e appunto il Leclisse, alla sua prima uscita. Li ritengo prodotti convincenti, fedeli espressioni del Lambrusco meno colorato e più esigente (ma anche più elegante) tra la variegata e ahinoi misconosciuta famiglia di Lambrusco: il Sorbara, appunto. Grandissima acidità, colore tendente al rosato, buona sapidità e una grande capacità sgrassante. Tipici, franchi. Di impostazione (deliberatamente) reggiana l'Etichetta Gialla, reso in qualche modo più facile dal taglio con Salamino; per le grandi occasioni (sempre relazionate a una cena da Lambrusco) l'ambizioso Leclisse, che intende rivaleggiare con i Super Lambrusco della zona senza però eccedere in mire estetizzanti: una bottiglia che non tradisce mai l'Etichetta Bianca, forse la mia preferita delle tre: senz'altro tra i Lambrusco di Sorbara più meritevoli di Modena.
Ve li consiglio. Bravi Alberto e Barbara.

Stasera sarò al Teatro Dante di Sansepolcro per moderare un dibattito con l'ex calciatore Carlo Petrini, alle ore 21: prima ci sarà il (bel) monologo teatrale ispirato alla sua autobiografia, Nel fango del Dio pallone. Un'occasione da non perdere, per chi è in zona.
Nei prossimi giorni vi darò i dettagli sulla mia presenza alle Giornate del Pinot Nero (Egna e Montagna, Bolzano) il 22 e 23 maggio.
A giorni vi parlerò di un "Appello" che farà molto discutere nel mondo del vino, e di cui sono uno dei primi firmatari.
Infine, chi fosse interessato può trovare qui il mio ultimo servizio per Victory (La7), un editoriale piuttosto urticante e poco accomodante su Marco Materazzi.
Stay tuned.

P.S. Grazie agli amici di Candiana per la bella serata di sabato scorso. Mi spiace non essermi fermato anche domenica, ma il lavoro mi ha portato a San Siro, dove ho assistito all'ennesimo psicodramma nerazzurro-morattiano.

postato da AndreaScanzi alle ore maggio 15, 2008 17:12 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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venerdì, 09 maggio 2008

Domani a Candiana

crescendo_gewurztraminerDomani sera, alle 20, sarò ospite di una cena-presentazione di Elogio dell'invecchiamento a Candiana (Padova). Con me ci sarà anche la delegazione Ais di Padova e il delegato Stefano De Marchi.
La serata, a numero chiuso, è già esaurita. Ve la racconterò nei prossimi post, insieme alla degustazione di una settimana fa a Dolceacqua.
Ecco il menu.

Ristorante Cantine Renier

Pontecasale di Candiana - Via Liston

 

Menù cena

10 maggio 2008

 

Aperitivo

ramequin, olive ascolane, formaggio a spicchi e stuzzicheria varia

 

vini

Custoza Brut, DOC Custoza, Tenuta S. Leone, Azienda Rizzi

Chardonnay brut, DOC Colli Euganei, Cantina Borin Vini e Vigne

 

 

Primi piatti

 

Risotto alle fragole

vino

Gewurztraminer Crescendo 2006, DOC Alto Adige, Cantina Ritterhof

 

Bigoli all'essenza di selvaggina

Merlot Rocca Chiara Riserva 2004, DOC Colli Euganei, Cantina Borin Vini e Vigne

 

 

Secondo piatto

Sella di vitello con

pomodori gratinati, verdure grigliate e patate al forno

 

vini

Quattro Vicariati 2004, DOC Trentino, Cavit

Pajagal 2005, DOC Barbera d'Alba, Marchesi di Barolo

 

 

Dessert

tris di dolci

 

vini

S. Vigilio, liquoroso, Cavit

 

-----°°°°-----

Acqua,  caffè e liquori

grappa di monovitigno Röner

postato da AndreaScanzi alle ore maggio 09, 2008 13:30 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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mercoledì, 07 maggio 2008

Compleanno con Facci e Gasparri

coverTutto pensavo, nella vita, fuorché "festeggiare" un compleanno (il 34esimo, sigh) con Filippo Facci e Maurizio Gasparri. Devo ammettere che conosco compagnie migliori.
E' accaduto invece ieri sera a Matrix, nella ennesima puntata dedicata a Beppe Grillo.

E' nota la mia immensa e sincera stima per Facci, che ritengo - come ho scritto in Ve lo do io Beppe Grillo - uno straordinario marker al contrario: se lui pensa una cosa, è salvifico e giusto avere un'opinione diametralmente opposta. Il giorno che la penserò come lui anche solo sulle virgole, o sulle acconciature maschili, mi dedicherò vita natural durante al backgammon.
Su Grillo (e Luttazzi), Facci ha detto e scritto cose orrende. Ieri ci siamo visti de visu per la prima volta. Ne avremmo fatto entrambi a meno. Enrico Mentana ha provato a presentarci, ma non ci siamo neanche stretti la mano. Facci ha detto: "No no, inutile conoscersi, lui ha scritto un sacco di cazzate su di me e devo fare l'offeso".
Quando Mentana mi ha presentato in trasmissione, ha detto "giovane giornalista molto bravo di cui si parla un gran bene". Facci, subito, ha esordito con un "Chi ne parla bene?". Ed io: "Di sicuro non te".
Ho temuto in una riedizione aggiornata della disfida Sgarbi-Travaglio, e al mio primo intervento ho ribadito di non condividere nulla di Facci, ma dall'altra parte ho riscontrato una inusuale quiete (chiamiamola così). Facci si è solo limitato a dire una cosa tipo, "Secondo Scanzi io sarei solo una marionetta di Berlusconi". Ma noooo, Facci, figurati se vado a pensare una cosa simile. Scherzi?
Avevo il solito look da tamarro intonato. Sono intervenuto 3 volte, non ho rivisto la registrazione ma mi hanno detto che, mentre parlavo, Gasparri strabuzzava gli occhioni (wow) e Facci scrollava l'aurea  facci(a). Se avessero annuito mi sarei preoccupato.

La trasmissione ha provato ad analizzare il tema degli inceneritori (chiamarli "termovalorizzatori" è un altro modo di mischiare le carte). Per quanto abbia posizioni vicine a Grillo, lo studioso ed esperto di nanoparticelle Stefano Montanari, presente in collegamento, non mi ha convinto appieno: molto competente, ma troppo vittimista. Questo atteggiamento in tv non paga.
C'era anche Maurizio Gasparri, che già avevo "apprezzato" a L'infedele da Gad Lerner. Gasparri è in pieno Viagra elettorale. Ripete dalle 100 alle 1000 volte a puntata che "noi abbiamo vinto, QUINDI abbiamo ragione". Il sillogismo gasparriano è straordinario: "La gente ci ha votato, QUINDi la Legge Gasparri è una buona legge"; "Il centrodestra ha vinto QUINDI Grillo è il vero trombato di queste elezioni"; "Lo scienziato vicino a Grillo (Stefano Montanari) ha preso lo 0 percento, QUINDI non è credibile come scienziato". Ma che ragionamento (fascista?) è? E il bello è che nelle pause della pubblicità, Gasparri tentava di convincere me e Antonio Di Pietro (il cui lessico è qualcosa di misteriosamente e meravigliosamente gaddiano) della veridicità dei suoi ragionamenti.
La puntata mi è parsa meritevole, se non altro, per il tentativo di analizzare i contenuti di Grillo, ad esempio sui termovalorizzatori e sullo scontro con Umberto Veronesi. Peccato che, alla fine, Gasparri abbia meschinamente tirato fuori la condanna per omicidio colposo di Grillo per l'incidente stradale nel 1981. Non è un mistero, ne ha parlato Grillo in un post di 2 anni fa (La paga di Giuda), ne ha scritto il New Yorker, ne ho scritto io, ne ha stra-scritto Facci e tanti altri. Tirare fuori questa (tragica) storia come "argomento politico" è solo uno dei tanti metodi per disinnescare Beppe Grillo (altri, nell'ordine, sono: è troppo ricco, ha avuto la Ferrari, ha avuto la barca, ha usufruito di un condono tombale, è tirchio). Immagino che presto i Meet-Up metteranno su Youtube l'attacco di Gasparri, al quale io e Di Pietro abbiamo provato ad opporci.
Su Grillo ho io stesso dei dubbi, in termini di toni e di risoluzioni, che ho affrontato nel libro e che cerco di argomentare nei dibattiti televisivi e radiofonici: la sensazione, però, è che i "contenuti" di Grillo facciano paura a molti, dal centrodestra (e ci sta) al centrosinistra (e ci sta un po' meno: mi riferisco, e l'ho detto anche ieri sera, a certi editoriali sentenzian-trancianti dei vari Eugenio Scalfari, Francesco Merlo e compagnia cantante).
Senz'altro il libro sta facendo parlare molto, più di quanto pensassi. Stamani sono stato in collegamento con Giulia Fossà a Nudo e Crudo (RadioUno) e sabato Giampiero Mughini ne ha lungamente discorso in un articolo in prima pagina su Libero. Il sunto del suo discorso era: stimo molto Scanzi, "eccellente giornalista mai banale", ma non condivido nulla della sua stima per Grillo. Anch'io stimo Giampiero, che nei miei confronti ha sempre avuto una correttezza rara (ancor più in questo ambiente), è uomo di acume e cultura che 20 anni fa in Compagni addio non aveva scritto certo sciocchezze, ma nello specifico-Grillo nemmeno io condivido il suo definire "pezzenti" i grillisti ed "eroe" Vittorio Sgarbi.
Eppure le parole le sai usare, Giampiero (sei uno dei pochi che usa ancora termini come "belluino" e "tonitruante", del resto). Non c'è nulla di pezzente (al massimo un po' di ingenuità) nello sperare che esista una "terza via" diversa dal veltrusconismo, e men che meno non c'è NULLA di eroico nel dare del "pezzo di merda" a un collega, nel negare che Enzo Biagi è stato cacciato dalla Rai e nello sclerare di continuo in tv, come ha fatto e fa il per nulla eroico Sgarbi.

Domani tornerò a parlare di vini, in particolare della cena-presentazione di sabato prossimo a Candiana (Padova).
Stay tuned.

postato da AndreaScanzi alle ore maggio 07, 2008 14:08 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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martedì, 06 maggio 2008

Rossese, Omnibus, Matrix

coverIl "caso" Beppe Grillo continua a fare discutere. Ieri mattina ho partecipato ad Omnibus, il programma di La7. Stasera sarò a Matrix, su Canale 5, in una puntata interamente dedicata da Enrico Mentana all'analisi del fenomeno Grillo. Ci saranno anche Maurizio Gasparri e Antonio Di Pietro.
Lo scorso weekend sono stato alla degustazione del Rossese di Dolceacqua, svoltasi nello splendido castello. A moderare il wine tasting c'era Paolo Massobrio. Io e Linda abbiamo degustato le 27 bottiglie di Rossese (!): presto vi segnalerò le mie valutazioni (per quel che valgono).
Sabato sera, alle 20, sarò a Candiana per presentare Elogio dell'invecchiamento.
Stay tuned.

postato da AndreaScanzi alle ore maggio 06, 2008 10:59 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
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venerdì, 02 maggio 2008

Settimane intense (reprise)

coverMercoledì sono stato ospite del Tg serale de La7 (grazie Caterina Bizzarri!).
Ieri ho partecipato per la seconda volta ad Anno Zero. In entrambi i casi ho parlato di Beppe Grillo e del mio ultimo libro.
La puntata del programma di Michele Santoro, dedicata pressoché interamente al V2-Day, è stata deturpata dagli scleri, dalla maleducazione e dalla violenza verbale di uno degli ospiti, Vittorio Sgarbi.
Queste le mie considerazioni.
"
Dopo il mio intervento, e dopo alcuni filmati tratti dal V2-Day, Vittorio Sgarbi ha interamente rovinato la puntata di Anno Zero, offendendo con livore e infinita bassezza morale tutti coloro che provavano ad argomentare su Beppe Grillo: Marco Travaglio, Norma Rangeri, Michele Santoro, io stesso. Volutamente non inserisco le sue perle di saggezza in questo filmato (non avrete comunque problemi a trovarle su Youtube).
Con i toni consueti, Sgarbi ha dato dell'"idiota e criminale" a Grillo, del "testa di cazzo, faccia da tonto" a Travaglio, fornendo l'ennesimo penoso spettacolo della televisione italiana. Si è contraddetto, ha detto menzogne (ad esempio affermando che Il Giornale, su cui scrive, non prende contributi statali), ha intimato a Santoro di interrompere la puntata. Ha negato che Enzo Biagi sia stato cacciato dalla Rai.
La decisione di Travaglio e di Santoro è stata quella di non replicare ai suoi attacchi, di non mettersi al suo livello. Da parte mia, essendo ospite dello spazio di Beatrice Borromeo, "ruolo" che contempla un unico intervento nella trasmissione (quello che avete appena visto), non ho più partecipato al dibattito. E forse è stato un bene: non ho lo stesso aplomb di Marco.
In questa sede, mi preme sottolineare come Vittorio Sgarbi abbia "perfettamente" impersonato il livello medio dei detrattori di centrodestra di Grillo: persone che non hanno argomenti, e che per sopperire alla loro pochezza contenutistica, urlano e insultano.
Chi volesse approfondire la conoscenza di Vittorio Sgarbi, può cercare su Youtube i suoi "scontri" con Piero Ricca. Può riscoprire come ha denigrato la magistratura italiana. Può recuperare gli aurei dibattiti con Alessandro Cecchi Paone, Alessandra Mussolini, Mike Bongiorno.
Vittorio Sgarbi è un urlatore senza contenuti. Un instancabile distruttore dell'informazione italiana.
Uomini siffatti, per parafrasare Indro Montanelli, rappresentano al meglio il peggio degli italiani".
9abe_1Parlando di cose serie, domani alle 16 sarò al Castello di Dolceacqua per la presentazione della nuova annata del Rossese. Sarò ospite di Paolo Massobrio e Marco Gatti. La rassegna si chiama I tesori della Riviera dei Fiori.
Martedì sono stato dal mio amico Marco Sensitivi alla Bottega del Vino di Castiglion Fiorentino. Eravamo in 4. Marco sta sperimentando alcuni vini biologici, veri, biodinamici, e le ultime due volte eravamo inciampati su alcuni rossi liguri ed etnei per nulla convincenti.
Martedì mi ha invece positivamente colpito un Rosso Piceno, il Vigna Burello 2002, decisamente appagante, fresco, buoni profumi e dall'ottimo rapporto qualità/prezzo (***+). Una conferma il Dolcetto d'Alba Bricco Bastia 2006 di Conterno Fantino (***++), che però conoscevo.
Poi Marco ci ha fatto un regalo. Ha aperto la mitica magnum personalizzata, che aveva da anni in bella mostra sul banco, di Syrah "base" D'Alessandro 2003. Nelle magnum il vino si affina in maniera migliore e, credetemi, la qualità era eccelsa (****). Se avessimo aspettato di più, l'avremmo trovato perfino più convincente.
Sono molto affezionato al "base" del Syrah D'Alessandro, che però ultimamente non mi aveva convinto (il 2005 era davvero privo di personalità). Ora D'Alessandro ha puntato su un nuovo enologo, il piemontese Vietti al posto di Stefano Chioccioli: attendo con fiducia l'annata 2006.
postato da AndreaScanzi alle ore maggio 02, 2008 12:30 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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martedì, 29 aprile 2008

Una settimana vissuta pericolosamente

defaultLunedì 21 aprile. Esce sulla Stampa l'anticipazione di Ve lo do io Beppe Grillo. Cominciano ad arrivare le prime telefonate/mail/sms. In serata va in onda il mio speciale su Carlo Petrini. La mattina dopo la Juventus telefonerà per lamentarsi, La7 riceverà apprezzamenti e Carlo mi chiamerà per ringraziarmi.
Martedì 22. Esce il nuovo libro su Grillo, che arriva anche nelle redazioni dei giornali. Il primo a chiamarmi è Daniele Luttazzi, mio caro amico: lo ha già letto, gli è piaciuta l'equidistanza, mi ringrazia per le molte citazioni. Dagospia mette in home page l'anticipazione pubblicata il giorno prima dalla Stampa. Il cellulare squilla di continuo, mi invitano radio, tv, convegni. Mai ricevute così tante telefonate.
Mercoledì 23. Parto per Milano. In mattinata mi intervista Radio Bologna, ci sono anche Beppe Lopez (La casta dei giornali), Peter Gomez (co-autore di molti libri con Marco Travaglio) e altri ospiti. Nel pomeriggio sono ospite - per la seconda volta in sei mesi: record! :) - di Condor su RadioDue, divertente trasmissione condotta da Luca Sofri e Matteo Bordone. Si parla del libro e, poiché entrambi sono degli amabili cazzari, della mia doppia coda quando mi sono sposato. In serata sono ospite de L'infedele di Gad Lerner, ho il solito look da "tarro" (Sofri chiama così i tamarri) ma appena appena più elegante. Si parla - ovviamente - di Grillo. Nel terzo stacco provo un'analisi artistica di Grillo, in studio c'è Maurizio Gasparri che ovviamente fraintende e annuisce. Vedere Gasparri che ti annuisce in tv non è accettabile, così nel quarto stacco lo incalzo ricordandogli l'incostituzionalità della Legge Gasparri e le sentenze (tra le tante) della Corte di Giustizia Europea che hanno ribadito come le frequenze di Rete4 siano in realtà di Europa7. Lui farfuglia qualcosa, non ribatte, dice "per me è una bella legge". Per me (e per altri) no. Finisce la trasmissione, saluto i grillisti e i colleghi, ringrazio Gad, vado in hotel e accendo il cellulare: 40 sms, quasi tutti sullo scazzo con Gasparri.
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Giovedì 24. L'idea è quella di andare in Langa e rilassarmi, ma il cellulare squilla di continuo. Il giorno dopo c'è il V2-Day a Torino, che seguirò per La Stampa, e tutti sembrano volere il mio contributo. Mi chiama anche Telelombardia, che ha in mente un mio showdown contro l'ex postino di Hammamet (ora mi sfugge il nome), gli dico che mi va bene ma che lunedì - il giorno della diretta - sarò a Roma e non a Milano. Non mi richiamano. Il Riformista (che paragona Grillo alle Brigate Rosse: wow!), Il Foglio (ancora Camillo Langone: quest'uomo mi ama) e Il Giornale (ancora l'ex postino mechato di Hammamet: Dio non ci ama) citano il mio libro con toni tipo, "sì è scritto bene, ma i contenuti sono agiografici e apologetici". L'ex postino di Hammamet, nell'articolo, finge di dimenticare il mio nome, sbaglia volutamente il titolo del libro e lo definisce "imbarazzante, agiografico, compiaciuto, il libro più inutile pubblicato da Mondadori negli ultimi 20 anni": è una delle cose più belle che mi abbiano mai scritto. Forse però l'ex postino parlava di se stesso.
Ho tempo di fare uno splendido pranzo ad Alba dall'amico e collega Federico Ferrero, la madre ci fornisce un saggio di bravura gastronomica e irroriamo il tutto con un Pouilly-Fuissè (***+), un Barolo Brunate-Le Coste 2003 Rinaldi (****, e fra qualche anno sarà perfetto) e un Moscato Passito (vino vero) che meritava un ***++. Nel pomeriggio visitiamo la cantina di Giuseppe Rinaldi (un grande, in Elogio ne parlo a lungo), dove lavora il mitico padre di Federico, Marco. Degustazione, 3 vini e un libro regalato (grazie!), poi torno nell'agriturismo per cambiarmi (Cascina Amalia), mentre il cellulare squilla di continuo.
In serata corro a Torino, faccio appena in tempo per il collegamento con Controcorrente Skytg24, bella trasmissione di Corrado Formigli, in studio ci sono Stefano Cappellini (Riformista) che demolisce Grillo, Valentino Parlato (Manifesto) e Storace (Balilla) che si scornano sul 25 aprile. Nel primo stacco non mi funziona l'audio, nel secondo stacco faccio i miei interventi sapifi, attaccando Dell'Utri e il suo revisionismo, provando a contestualizzare Grillo, anticipando che i grillisti non voteranno Rutelli al ballottaggio (sì). Forse il mio intervento televisivo più riuscito dai tempi dello Zecchino d'Oro (non è vero che sono stato allo Zecchino d'Oro, ma la cosa fa ridere se la scrivi). Torno ad Alba, ceno con Ferrero - che mi ha trattato da Re -, beviamo un Nebbiolo 2006 Castello di Verduno (**++, giovane e con poca personalità, di pronta beva) e due bicchieri di Barolo Chinato di Teo Cappellano (****+, il miglior Barolo Chinato del mondo) e vado a letto stremato.

cover
Venerdì 25. E' il giorno del V2-Day. Linda mi aspetta alle 15 a Torino. Faccio colazione a Cascina Amalia (paesaggio pazzesco) e la abbandono, le prossime due notti le passerò all'agriturismo Il gioco dell'Oca a Barolo (molto carino, personale cordialissimo). Alle 11 mi dovrei trovare con Ferrero, ma ci perdiamo entrambi (e lui abita ad Alba...) prima di beccarci nella rotonda a pochi passi da casa sua (un piccolo bijoux). Andiamo a Torino da Marco Giacosa e la sua compagna Silvia. Da lì, a piedi, in Piazza San Carlo. Proviamo a fare la fila per le firme, ma dopo 50 minuti desistiamo, è troppo lunga. La piazza si riempie in fretta, alle 15.30 - quando entra Grillo - è stipata. Incontro Sandro Ruotolo, Piero Ricca; Reality (La7) mi fa una lunga intervista su Grillo, che poi userà in maniera capziosa dando al servizio un taglio antipatizzante e scorretto che non condivido per niente. Prendo appunti, il V2-Day si rivela più quieto del primo, già capisco che i media proveranno a disinnescare Grillo non parlandone (infatti) e mandando in avanscoperta i soliti soloni di centrosinistra (ieri Eugenio Scalfari, oggi Francesco Merlo) e centrodestra (poveretti, l'unico che hanno da spendere è l'ex postino di Hammamet: sono alla canna del gas). Mi intercetta Al Jazeera - AL JAZEERA! - e mi intervista; se hanno sbagliato i sottotitoli, mettendomi in bocca cose tipo "Il Corano è discutibile", faccio la fine di Salman Rushdie. Me ne vado alle 20, poco dopo l'ottimo intervento di Marco Travaglio (un discorso che andrebbe insegnato nelle scuole).
Scrivo il pezzo-reportage per La Stampa, che uscirà il giorno dopo, da casa Giacosa. Alle 20.30 mi intervista in diretta La zanzara (Radio24), intervengo poco dopo il solito attacco di Cappellini (eddai), il collegamento viene bene. Cena frugale con Promis Camarcanda Gaja 2005 (**++, il Camarcanda che se la tira di meno, ma neanche questo mi convince appieno), viaggio di ritorno a Barolo (dopo avere accompagnato Ferrero), poi a letto. Stremati.
Sabato 26. Ci riposiamo? No. Alle 12.45 sono in diretta dal Tg di Skytg24, il problema è che io e Linda dobbiamo essere a Cologno Monzese. Arriviamo e scopriamo che Skytg24 trasmette da un container inserito all'interno del megastabile Sky. Prima di andare in onda dialogo al telefono per la 100esima volta con Luttazzi, una delle persone più corrette e acute che abbia mai conosciuto (e qualcuna l'ho conosciuta e la conosco). Il collegamento va bene, a Skytg24 sono giovani e cordiali, danno spazio alle tue idee. Certo, magari nel sottopancia potevano scrivere Andrea Scanzi e non Andrea Scanzani, ma non si può avere tutto.
Torniamo in Langa alle 15, e decidiamo di salutare il nume tutelare Flavio Roddolo. Carramba che sorpresa: arriviamo mentre due coppie che hanno letto il libro (Elogio) se ne stanno andando, e una coppia di Verona è appena arrivata. Flavio mi presenta, loro mi riconoscono e mi trattano da Salinger. Poi Flavio presenta Linda e la trattano da Madame Bovary (possibilmente con un epilogo diverso). L'ego va a mille (anche quello di Linda, che pure sarebbe una bimba a modo). Da Flavio passiamo 4 ore piacevolissime e discretamente alcoliche, lui è un grande e non è un caso che anche il nuovo libro lo abbia dedicato (anche) a lui. Facciamo ennesima scorta di vini (28 bottiglie, comprese 2 Magnum di Bricco Appiani),
 torniamo al Gioco dell'Oca e partiamo per la cena da Maurizio a Cravanzana. Gli albesi sono in ritardo - un loro must - cominciamo a cenare alle 22 e terminiamo dopo l'una. Gran cibo, gran vino. Partenza con un Dolcetto di Dogliani San Luigi 2006 (ora sì che si ragiona, Quinto: ***++), un Roero 2004 che non mi convince appieno perché troppo legnoso (**++), una degnissima Barbera di Scarpa 2001(***++), un ottimo Barbaresco di Gastaldi 2001 (****). Chiusura con il solito Chinato di Cappellano, visita liturgica alla Cappella Enoteca Robaldo (strepitosa) e a nanna. Stremati.
da maurizio
Domenica 27.
 Ci riposiamo? No. Dobbiamo essere alle 18 a Volta Mantovana per una presentazione di Elogio all'interno della Mostra dei Vini Passiti. Pranziamo dalle parti di Broni, la terra di Tiziano Sclavi, in uno slowfood celebre per l'oca, L'Osteria dei Pescatori a Portalbera (Pavia), voto 7-. Pasteggiamo con una onesta Bonarda (Cabella 2006) da vigne croatina vecchie di 35 anni (la Bonarda è un Lambrusco che non sa cosa fare da grande, la vita non te la cambia mai, al massimo è piacevole e senz'altro territoriale, quindi da difendere: per questo gli do ***). Arriviamo a Palazzo Gonzaga di Volta Mantovana (carina la cittadina, bellissimo il Palazzo) alle 17. Ci sono anche Barbara Brandoli e il compagno di Divinoscrivere.it. La presentazione va bene (spero...) anche se sono stanco morto e alla fine esaurisco le pile. Ricevo apprezzamenti e belle parole: siete davvero meravigliosi e questo libro (parlo di Elogio) non smette di stupirmi. Ci sono anche i coniugi Paltrinieri, gentilissimi, i loro Lambrusco di Sorbara (zona del Cristo) sono meritevoli - soprattutto l'Etichetta Bianca - e ne parlerò presto in dettaglio.
Al ritorno chiedo a Linda di guidare la mia Catherine Willows Diesel (traduco: è una Golf Diesel 2.0 nera), nel frattempo sfrucuglio il portatile per scoprire cosa ho fatto al Fantatennis di MyMag (incredibile, la mia Seppinuovomecir ha vinto il turno di Davis, sono arrivato terzo a Montecarlo e sono primo nella Classifica Generale: boh).
Torniamo a casa alle 23 abbondanti, in tempo per guardare il servizio su Grillo di Reality con i miei interventi (non mi è piaciuto). Andiamo a letto. Distrutti.
 
(Extented Version, Lunedì 28. Credo di potermi riposare un giorno, ma non è così. Mi intervistano nel pomeriggio Radio Decidere, l'emittente fondata da Daniele Capezzone, e in serata TeleRadioStereo. Nel pomeriggio sento ancora Luttazzi. Poi intervisto Maurizio Crozza, che conosco da quasi 10 anni. Quindi parlo con Marco Travaglio, stiamo al telefono per un po', sentivo l'esigenza primaria di ribadirgli la perfezione e la necessità del suo intervento. Guardatelo su youtube e imparatevelo a memoria: è uno dei momenti di giornalismo più alti degli ultimi anni. E lui, in privato, parla esattamente come in tv: quieto, quasi sacerdotale, ma con una fredda ferocia di contenuti - veri, non falsi come l'ex postino di Hammamet - che trovo meravigliosa.
Alle 22 riusciamo a cenare, pizza e Lambrusco Arte e Concerto Medici Ermete (ne ho parlato bene decine di volte, inutile ribadirne il voto).
Oggi è martedì e non so mica se mi riposo. Di sicuro andrò a correre.
Domani sera, mercoledì 30 aprile, parlerò del libro in diretta al Tg di La7 delle 20.
E mi sa che anche giovedì sarò in tv, di nuovo nel mio programma Rai preferito.
Stay Tuned.
postato da AndreaScanzi alle ore aprile 29, 2008 11:13 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
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domenica, 20 aprile 2008

Terme, nuovi libri e vecchi vini

JERMVINNAE03BTorno adesso da una splendida due giorni alle Terme di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena.
Qualche considerazione. L'Hotel Fonteverde è uno dei più lussuosi e noti al mondo, ma nella carta dei vini non puoi scrivere "La Bracciesca" con la "i". Sono errori gravi. Ovviamente le bottiglie nel menu erano molto internazionali e molto care. Ho optato per un Vinnae di Jermann 2006, classica Ribolla Gialla (90%) non cattiva ma che della Ribolla Gialla vera ha ben poco: fruttatona (trionfo di sentori esotici simil Chardonnay-barriquato), morbida, ammiccante, alla lunga un po' stucchevole. Il ricarico l'ha portata a 30 euro, ne vale  meno della metà. Non andrei oltre i *** stretti stretti.
A San Casciano dei Bagni uno dei pochi ristoranti è Daniela, ex SlowFood. Sulle guide ho noti dubbi, ma quando un ristorante esce dalla SlowFood, c'è quasi sempre da preoccuparsi. Infatti. C'ero stato tre anni fa e mi era piaciuto. Ieri non mi è piaciuto. Servizio scortese, cestello del vino mancante (l'hanno portato a bottiglia già finita), agnello - l'ha provato mia moglie - meno che orrendo. Molto meglio il baccalà mantecato, ma i prezzi sono rincarati e la sensazione che ho avuto è stata di locale bello ma esoso e antipatico. La stessa famiglia gestisce in paese anche un negozio di ceramica (bello) e un'apprezzabile panetteria/pizzeria, La Fornarina, dove il servizio è affidato alla generazione delle nonne e per questo risulta molto più amabile e cordiale.
A cena uUn commensale ha scelto - ahi - un Guado al Tasso Antinori 2003, che ho ovviamente trovato imbevibile (*++). Un Bolgheri al suo peggio.
Degno invece di *** il classico Ferrari Brut Perlèe.

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Parlando del futuro, quella che comincia domani si preannuncia come una settimana impegnativa.
Domani La Stampa anticiperà tutta pagina il mio nuovo libro
Sempre domani, in serata, andrà in onda il mio secondo servizio per La7 all'interno di Victory: sono 6 minuti, mi pare lirici e toccanti, dedicati all'ex calciatore nonché grande accusatore Carlo Petrini. In tv non lo si era visto quasi mai, sono molto felice di avercelo portato. Il risultato mi soddisfa. Guardatelo, se potete. Andrà in onda alle 23.30. Di Victory ha parlato stamani Alessandra Comazzi sulla Stampa, lodandolo (e citando il "mio" Zeman) ma anche rimproverandogli una troppa attenzione al calcio. Condivido, non è un caso che i miei due primi servizi siano dedicati a due "eretici" del pallone. Il mondo del calcio è uno dei più omertosi, deludenti e discutibili che esistano in questo paese (e sì che la lotta al peggio è notoriamente serrata). Va quantomeno smitizzato, ne va mostrato anche e soprattutto il fango. E vanno riammmessi nell'alveo della discussione i pochi che hanno (avuto) il coraggio di parlare, di mettersi in gioco, di rischiare.
Martedì uscirà il mio nuovo libro, Ve lo do io Beppe Grillo, sempre per Mondadori.
Mercoledì sera, alle 21.10, sarò ospite a L'infedele, da Gad Lerner su La7, in una puntata interamente dedicata a Grillo e al V2-Day.
Giovedì sarò in Langa a bere e riposarmi. Con me ci saranno alcuni amici, come Marco Giacosa e Federico Ferrero.
Venerdì sarò a Torino come inviato de La Stampa per il V2-Day. Qui mi raggiungerà Linda, mia moglie.
Sabato sarò ancora in Langa a bighellonare.
Domenica pomeriggio sarò a Volta Mantovana alla Mostra dei Vini Passiti, per presentare Elogio dell'invecchiamento.
Per quanto da martedì porterò in giro anche il nuovo libro, e qua e là ci saranno degli sconfinamenti, questo blog rimarrà a tema eno-gastronomico, come è giusto che sia.
Se ci siete, se vi va di vedermi e/o leggermi e/o seguirmi, a me fa piacere.

postato da AndreaScanzi alle ore aprile 20, 2008 20:03 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: scanzi grillo vinnae antinori

lunedì, 14 aprile 2008

Trebbiano d'Abruzzo 2005 - Emidio Pepe

ae90_1_bEhilà, benritrovati.
Chi vuole vedere il mio servizio per La7 su Zdenek Zeman,
lo trova qui.
Chi vuole scoprire cosa ho detto a RaiSat Gambero Rosso,
può cliccare qui.
Chi vuole vedere la copertina del mio nuovo libro, in uscita martedì 22 aprile, può farlo qui
Il post di oggi è dedicato al Trebbiano d'Abruzzo 2005 Emidio Pepe. Qualche settimana fa avevo raccontato la sfortunata esperienza avuta con un Montepulciano d'Abruzzo Pepe, di fatto imbevibile.
Quel post aveva provocato qualche polemica, perché Emidio Pepe è un nume tutelare dei vinoveristi, ai quali io stesso mi sento vicino (ne ho parlato anche a Gambero Rosso).
Ebbene, giovedì scorso ho aperto un Trebbiano d'Abruzzo 2005 Pepe alla Bottega del Vino di Castiglion Fiorentino (Arezzo). Per essere precisi, la bottiglia era la numero 10343 (nel mondo del vino bisogna essere precisi). E' stata una esperienza molto gratificante. Un Trebbiano maestoso (benché giovanissimo per le sue ambizioni), splendido giallo dorato, sapido e fresco, di grande mineralità. Elegante e complesso, originale e persistente, a un passo dall'armonia. Vibrante. Voto ****, pienamente meritati per una bottiglia che al ristorante costa attorno ai 20 euro.
annamariaGià che ci sono. Piccola delusione del periodo. Briccolero 2005 di Chionetti. Lo so, sto parlando del "Grande Vecchio" di Dogliani, espressione storica (e quasi sempre straordinaria) del Dolcetto. L'annata 2005 - non felicissima - mi è parsa però poco elegante e troppo acida. Forse andava aspettata, ma non andrei oltre i tre asterischi (***).
Di contro, bella "sorpresa" (si fa per dire, mi aspettavo molto), ieri sera ho aperto un Maioli 2005, il Dolcetto di Dogliani di Anna Maria Abbona, dai vigneti più vecchi dell'azienda (che opera a Farigliano, non esattamente un cru). L'ho trovato pienamente convincente, con freschezza e struttura, tannini "croccanti" (che vuol dire poco, ma rende l'idea) e giusta tensione gusto-olfattiva. Voto ****.
Uno dei Dolcetto migliori di Dogliani, con il Ca' Viola (qualunque esso sia, ma meglio ancora il Barturot) e la declinazione più succosa di Pecchenino.

postato da AndreaScanzi alle ore aprile 14, 2008 18:22 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: scanzi pepe chionetti abbona

giovedì, 10 aprile 2008

Sangiovese in purezza

cepiso99L'idea di questo post mi è venuta una cena fatta un mese fa, l'11 marzo 2008, al Pane e Vino di Cortona. La serata era interamente dedicata a Isole e Olena.
Stimo molto il lavoro di Paolo De Marchi, presente alla cena-degustazione. In quella occasione ho apprezzato la Collezione De Marchi, dedicata ai vitigni internazionali in Chianti. Ben fatto lo Chardonnay 2006 (****+), davvero pregevole il Syrah 2004 (****), entrambi non a buon mercato ma rari quanto a qualità e adesione al vitigno originale (poco sotto le 30 euro lo chardonnay, 46-53 il Syrah). Quest'ultimo ha bel succo e un necessario sentore terroso, che lo allontana da ambizioni piacione. Forse il miglior Syrah toscano con il Bosco D'Alesandro.
De Marchi aveva portato anche un Syrah 1994, una delle sue prime annate (***), interessante per l'esuberanza delle note animali e l'evoluzione che De Marchi ha avuto nel suo percorso.
Ovvio però che Isole e Olena, che vinifica a Barberino Val d'Elsa, sia giustamente nota e lodata per il suo sangiovese. Confesso di non avere molto amato l'annata 2005 del Chianti Classico (**++), che mi piace per il rispetto del millesimo e per la volontà di essere anzitutto bevibile (a questo dovrebbe anzitutto ambire il Chianti), ma che trovo per nulla complesso, non equilibrato e troppo poco elegante.
Tutt'altro discorso per quella meraviglia che è il Cepparello, sangiovese in purezza. L'annata 2004 è già adesso a un passo dall'armonia e non offuscata dalle note di rovere (****), l'annata 1999 che ho sentito quella sera era semplicemente splendida (****+).
Trovare sangiovese in purezza è cosa rara. E non parlo dei Chianti Classico giustamente "allungati" con colorino o vitigni minori autoctoni (questa è la sua storia), ma di quei noiosissimi sangiovese tagliati con i vitigni migliorativi (eccheppalle).
Di seguito trovate la mia "classifica" dei sangiovese toscani in purezza migliori. L'ho detto e lo ripeto, sono toscano atipico che baratterebbe la sua Terra con qualsiasi scorcio di Langa (oddio, qualsiasi no), ma questi sono vini d'eccellenza.

- Pergole Torte Montevertine - a mio avviso, il migliore sangiovese in purezza del mondo
- Cepparello Isole e Olena - una garanzia
- Flaccianello Fontodi - grande sangiovese per un'altra azienda convertitasi al biologico
- Percarlo San Giusto a Rentennano - il più "altalenante" dei quattro, ma anche la sua annata peggiore è comunque di livello raro (e incuriosiscono quelle note di alloro)
postato da AndreaScanzi alle ore aprile 10, 2008 19:01 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: andrea scanzi sangiovese ceppare

mercoledì, 09 aprile 2008

Bollito Misto con Scanzi

elogioDomani sera, alle 21, sarò ospite di Bollito Misto (RaiSat Gambero Rosso, canale 410 Sky), la trasmissione condotta da Alfredo Taracchini Antonaros.
Abbiamo parlato di Elogio dell'invecchiamento. Ho ribadito la mia vicinanza a Sandro Sangiorgi, a Paolo Massobrio, ai "vini veri". L'ho fatto un po' nella "tana del lupo", me ne rendo conto, ma ho trovato in Alfredo un collega schietto, onesto e preparato.
Ai primi di giugno parteciperò anche alla nuova trasmissione (di cui non so ancora il nome) condotta su Alice da Paolo Massobrio.
Domani dedicherò il mio post ai migliori sangiovese in purezza toscani (che son pochi, ma ci sono).
Stay tuned.
postato da AndreaScanzi alle ore aprile 09, 2008 14:31 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: andrea scanzi gambero rosso

Chi sono

Blogger: AndreaScanzi
Nome: Andrea Scanzi
Giornalista e scrittore. Scrivo ne La Stampa. Ho curato con Enrico Mattesini i testi dell'autobiografia di Roberto Baggio (Una porta nel cielo/Il sogno dopo, Limina 2003) e firmato Il piccolo aviatore (Limina 2002 Premio Sporterme), C'è tempo (PeQuod 2003), Canto del Cigno (Limina 2004 Premio Coni) e Ivano Fossati, Il volatore (Giunti 2006). Sono Sommelier e Degustatore Ufficiale Ais.


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